La protesi fissa nella riabilitazione protesico-implantare dell’edentulismo totale. Due case report con follow up a 12 e 24 mesi

Maggio, 2010
Exacone News 10

Autori: Dott. Leonardo Palazzo, Dott. Roberto Meli, Dott. Salvatore Belcastro, Dott. Fulvio Floridi.

La riabilitazione protesico-implantare nell’edentulismo totale rappresenta una sfida operativa di notevole difficoltà a causa delle complesse condizioni di cui è necessario tener conto.
In primo luogo occorre considerare le conseguenze di carattere anatomo-funzionali ed estetiche determinate dalla perdita degli elementi dentali ed evidenziabili sia a livello intra-orale che extra-orale.

A livello intraorale si verifica un riassorbimento dell’osso alveolare, con conseguente riduzione della gengiva aderente, esteriorizzazione dei fasci vascolo-nervosi con conseguenti dolori e parestesie, superficializzazione delle inserzioni muscolari con aumento dell’instabilità protesica ed aumento di volume della lingua.

A livello extra-orale si ha perdita della dimensione verticale scheletrica, tendenza alla terza classe scheletrica per anterotazione della mandibola, scomparsa dell’angolo labio-mentale, assottigliamento del labbro superiore che occuperà una posizione più arretrata, approfondimento del solco naso-labiale ed ipotonia e collasso della muscolatura periorale con modificazione dell’estetica e dell’espressione.

Si verifica, spesso, anche un’alterazione della qualità ossea, con riduzione della sua densità, dovuta alla perdita delle sollecitazioni meccaniche trasmesse sull’osso dai denti naturali.

L’obiettivo della riabilitazione protesica è la sostituzione dei tessuti persi in modo da restituire al paziente un’adeguata funzionalità con un’estetica il più vicino possibile a quella naturale.
Per raggiungere risultati estetici e funzionali soddisfacenti occorre formulare un piano di trattamento che preveda le seguenti tappe: anamnesi, esame obiettivo intraorale ed extraorale, esame radiografico, studio dei modelli.

Queste fasi permettono la scelta del dispositivo protesico più idoneo.

Con l’anamnesi si conosce la storia medica del paziente, si evidenzia la presenza di eventuali controindicazioni alla terapia implantare, ma soprattutto si comprendono le esigenze del paziente di carattere estetico, funzionale e psicologico.

Attraverso l’esame obiettivo extraorale si valuta la simmetria del viso, il profilo facciale, la dimensione verticale, la classe scheletrica, la morfologia delle labbra e la linea del sorriso.
Con l’esame obiettivo intraorale si valutano i tessuti molli, la morfologia ossea macroscopica ed i rapporti intermascellari.

Gli esami radiografici più usati per la valutazione della quantità e della qualità ossea sono: la radiografia endorale, l’ortopanoramica, la teleradiografia latero-laterale del cranio ed il Dentascan.

Il montaggio dei modelli di studio in gesso su articolatore consente di analizzare lo spazio disponibile per la protesi, i rapporti tra le arcate nei tre piani dello spazio e di realizzare la ceratura diagnostica. Questa fornirà informazioni precise sulla forma, l’altezza e la posizione delle corone nonché sul sito ideale di posizionamento dell’impianto.

La ceratura diagnostica permette di realizzare la dima radiologica e di creare un provvisorio per le manovre di carattere estetico e fonetico da trasferire alla protesi definitiva.

Nell’edentulismo totale le scelte terapeutiche sono determinate da:
l’importanza del riassorbimento osseo
il rapporto tra le arcate
la richiesta del paziente

Le opzioni terapeutiche sono:
• overdenture su impianti
• Toronto Bridge
• protesi fissa cementata su impianti.

Nei seguenti casi clinici il piano di trattamento ha previsto una riabilitazione con protesi fissa su impianti.

La protesi fissa su impianti è un ponte fisso supportato da impianti su cui la protesi è avvitata, o più spesso, cementata.

Indicazioni:
• cresta poco riassorbita
• buoni rapporti tra le arcate sia in senso antero-posteriore che verticale e trasversale
• possibilità di inserire gli impianti in corrispondenza dell’emergenza dei denti ed in corrispondenza dei settori posteriori  retro-foramina e sottosinusali.

Vantaggi:
• estetica spesso soddisfacente
• ottimi risultati funzionali e psicologici.

Svantaggi:
• in caso di atrofia marcata ed in pazienti con linea del sorriso alta: denti lunghi e problemi estetici
• difficile sostegno delle labbra e problematiche fonetiche.

Case report 1

Paziente di sesso maschile, di anni 50, in cui si evidenzia assenza di numerosi elementi dentali e grave compromissione di quelli residui nell’arcata superiore. Il piano di trattamento prevede l’estrazione degli elementi residui e l’immediato inserimento di impianti, al fine di realizzare una protesi fissa in metallo ceramica.

Case report 2

Paziente, edentulo totale, di anni 55 con buona quantità di osso residuo utilizzabile ai fini implantologici.
Il piano di trattamento prevede una riabilitazione fissa metallo ceramica a supporto implantare su entrambe le arcate.

Arcata inferiore: posizionamento di 8 impianti Exacone e riabilitazione con protesi fissa su impianti.

Realizzazioni protesiche: Laboratorio Wilocs S.r.l. – Roma

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